SENOLOGIA

Il tumore alla mammella è il più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29 per cento di tutti i tumori nel sesso femminile, colpendo quasi 1 donna su 8 nell'arco della vita, con un tasso di mortalità del 16% di tutti i decessi per causa oncologica.

I tumori della mammella si suddividono in patologia benigna (fibroadenoma) e maligna (carcinoma); se individuata per tempo quest’ultima risulta, comunque, curabile. Genericamente per carcinoma si intende un insieme di cellule atipiche con capacità di moltiplicazione incontrollata e la potenzialità di invadere i tessuti circostanti (infiltrazione) o altri organi (metastasi).

È possibile ridurre il proprio rischio di malattia con un comportamento attento e con pochi esami di controllo.  Si consiglia di evitare il fumo e di porre attenzione all’uso di farmaci contraccettivi estro/progestinici, di seguire un’alimentazione corretta, preferendo frutta e verdura a discapito dei grassi, specialmente di origine animale.

Il tumore della mammella viene diagnosticato con la mammografia, l'ecografia mammaria e, talora, con l’ausilio della risonanza magnetica.

La mammografia  è il metodo attualmente più attendibile ed efficace per la diagnosi  precoce. Le Autorità Sanitarie raccomandano di sottoporsi a mammografia almeno ogni anno a partire dai 40 anni di età, ma nei casi di familiarità neoplastica o per consiglio medico, si può anticipare ai 35 anni.

L'ecografia, indagine molto utile e di supporto alla mammografia, è molto usata anche nelle pazienti giovani alla comparsa di nodularità in genere benigne; anche quest’ultima è consigliabile ciclicamente ogni anno.

La visita senologica è il completamento della fase di screening e va eseguita da medico specialista, in particolare Chirurgo o Ginecologo.

La donna, infine, può ricorrere all’autopalpazione, che, se ben insegnata ed eseguita con periodicità mensile, permette di individuare eventuali variazioni della propria mammella, al fine di contattare subito il Medico Specialista. In termini di screening, però, l’autopalpazione ha una validità molto bassa, essendo influenzata da diverse variabili.

L'eventuale identificazione di noduli o immagini strumentali sospette porta, in genere, il medico a consigliare una biopsia, che può essere eseguita direttamente in sala operatoria o in ambulatorio con un prelievo ecoguidato mediante un ago inserito nel nodulo, che consente un esame citologico o microistologico. Nel primo caso (esame citologico) si esaminano le cellule, nel secondo (microistologico), parte di tessuto prelevato, valutandone la natura e le caratteristiche di benignità o malignità.

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Dott.ssa Garbarino Viola - ECOGRAFISTA - RADIOLOGO
Dott.ssa Garbarino Viola
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