CARDIOTOCOGRAFIA

La CardioTocoGrafia fetale (CTG) o Monitoraggio Cardiotocografico è un esame comunemente utilizzato per la valutazione del benessere fetale. Consiste nella contemporanea registrazione della frequenza cardiaca fetale (Cardiografia), mediante una sonda ad ultrasuoni e dell’attività contrattile uterina (Tocografia) mediante una sonda che rileva le variazioni di pressione sull’addome materno.
Si ottengono in questo modo due tracciati registrati contemporaneamente sulla stessa striscia di carta dove nella parte inferiore si evidenzia l’attività contrattile dell’utero mentre nella parte superiore si registra la frequenza cardiaca fetale.

Durante il tracciato CardioTocografico si registrano :
• la linea di base ossia la frequenza cardiaca basale media (vn 110 – 160 bpm)
• la variabilità ossia la differenza tra frequenza massima e minima (10 e 15 bpm)
• la presenza di accelerazioni ossia l’aumento della frequenza cardiaca media
• la presenza di decelerazioni ossia la netta riduzione della frequenza cardiaca media
• i movimenti attivi fetali (MAF) ossia la presenza di movimenti fetali percepiti dalla mamma.

Normalmente la CardioTocoGrafia viene iniziata a partire dalla 37° settimana e, salvo indicazioni specifiche, l’esame si ripete una volta a settimana fino al parto.
La CardioTocoGrafia è particolarmente utile quando la gravidanza giunge oltre il termine previsto per il parto e il bimbo non accenna a nascere. In questi casi, visto che il rischio di morbidità e moratalità perinatale aumentato con il protrarsi della gravidanza, è opportuno eseguire un’attenta valutazione del benessere fetale. Dopo la 40° settimana la CardioTocoGrafia (CTG) bisettimanale e il controllo del Liquido Amniotico (Amnyoid Fluid Index AFI) sono considerati due test altamente sensibili per rilevare precoci segni di sofferenza e quindi stabilire il momento del parto.