Centro Raphael Roma

Ecografia Pelvica

L’esame ecografico ginecologico, ovvero l’ecografia pelvica, permette di studiare l’apparato genitale interno femminile (utero, tube, ovaie); fornisce informazioni sul benessere degli organi pelvici, permette lo studio della funzionalità dell’apparato ginecologico in termini di fisiologia, discriminando situazioni disfunzionali o patologiche, sia benigne che potenzialmente maligne, consente di valutare i risultati di terapie sia mediche che chirurgiche ed, infine, rappresenta la principale metodica di monitoraggio delle terapie per la fertilità.

La sonda ecografica, appoggiata sull’addome (ecografia transaddominale) emette un fascio di ultrasuoni che incontrando le strutture anatomiche le attraversa e viene riflesso in senso retrogrado diversamente a seconda della loro natura e densità, generando su uno schermo un’immagine di ritorno.
Si tratta di un esame privo di rischi biologici, non doloroso, di esecuzione relativamente semplice ed economica, con risultato immediato.

L’ecografia pelvica è sempre indicata in caso di problematiche quali irregolarità mestruali, perdite ematiche anomale, masse pelviche sospette, dolori pelvici di origine ignota in donne operate per patologia tumorale ginecologica come “follow-up”.

Tra i quadri di frequente riscontro annoveriamo:

  • le anomalie di posizione (retroflessione e retroversione uterina) laterodeviazione, prolasso
  • le malformazioni uterine (agenesie ed ipoplasie), uteri setti, bicorni, bicolli
  • la patologia benigna e maligna dell’utero (fibromiomi, sarcomi)
  • le patologie endometriali (iperplasia, polipi, neoplasie)
  • patologie di tube ed ovaie (cisti ovariche semplici, cisti paraovariche, neoplasie, endometriosi, gravidanze ectopiche, idro emato e pio salpingiti)

 

L’ecografia pelvica transaddominale si esegue soprattutto nelle pazienti che non hanno avuto rapporti sessuali o in caso di masse pelviche di grosse dimensioni e richiede la presenza di un buon riempimento vescicale (per fornire contrasto all’immagine e spingere indietro le anse intestinali).

Negli altri casi è preferibile la via transvaginale, che non richiede riempimento vescicale e fornisce informazioni più chiare e dettagliate.

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